Mystic-anza

rossoincucina

Tra le cose belle del mio mestiere c’è il fatto che la mattina puoi trovarti a scrivere di sofisticati software per la gestione aziendale e il pomeriggio dedicarti a raccontare dell’ultimo ritrovato della coltivazione biologica della barbabietola, con un intermezzo all’insegna della ricerca del nome per quella start-up che proprio ci voleva.
Ciò implica certamente un lavoro considerevole di creazione-di-una-cultura sulle più disparate materie, ma si traduce in grande soddisfazione quando, alla fine della fatica, il messaggio che hai veicolato racchiude proprio tutto ciò che il tuo committente voleva dire di se stesso. Nella forma migliore.
Devo dire che in questo aiuta molto l’entusiasmo dei clienti stessi: ti trascinano nella loro realtà imprenditoriale, raccontandoti aneddoti, speranze, e tutto quello che c’è dietro prodotti che nella quotidianità noi consumatori diamo troppo spesso per scontati. Quegli oggetti, invece, non sono solamente il risultato di un processo produttivo, o di un’intuizione creativa. Sono l’essere stesso della persona che ha creduto in loro, hanno dentro di sé un pezzettino del proprio creatore. Direte: “Non ti pare di essere ridicolmente mistica?”. Nient’affatto. È una questione di rispetto, per il lavoro altrui, che per molti corrisponde alla vita stessa!
Non vi sembra affascinante? A me sì. Molto. Anche perché apre le porte a un arricchimento personale non da poco. Inoltre, mi piace sguazzare nella passione altrui: aiuta a spronare anche la mia, a rinnovarla ogni giorno.
Ed è proprio quello che mi è successo lavorando al sito di un amico, rossoincucina.it, dedicato alla cucina, quella semplice ma non semplicistica, naturale ma non banale, che parte dal presupposto un po’ alla Gusteau (per me esiste davvero!) “Chiunque può cucinare!”. Come? Apri il tuo frigorifero, digita nel form di ricerca gli ingredienti e scopri come reinventare anche quelli più semplici.
Per rossoincucina.it ho realizzato i testi della home e della pagina “Chi siamo”. Per la mia gola spero, invece, di cimentarmi quanto prima in una delle numerose ricette illustrate passo passo.
Si, anche io posso cucinare!

La sostenibile leggerezza della parola

IO L'8 OGNI GIORNO

Lo sapeva bene Italo Calvino: La mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio.

Leggerezza, ecco cosa rende un testo, e così un messaggio, davvero incisivo. Non sono gli aggettivi, i termini altisonanti, ma il semplice contatto con la realtà della parola. Ed ecco che ancora riesco a stupirmi, quando nell’insieme delle pubblicità troppo spesso “gridate”, trovo un esempio come questo: la nostra lingua è in se stessa creativa, se l’ascoltiamo lo saremo anche noi.